Commercio Economia 

Edicole, associazioni sul piede di guerra: «Bando senza confronto, attività a rischio». Il Comune convoca le categorie il 7 novembre

Fenagi Confesercenti e Snag Confcommercio contestano la decisione di mettere a bando 18 chioschi-edicola con concessione in scadenza, molti dei quali ancora aperti. «Settore già in crisi, prima si ragioni su quelle vuote e si preservi la funzione sociale delle edicole». Dopo le proteste, l’assessora al Commercio Tiziana Beghin ha convocato le sigle per un incontro

La decisione del Comune di Genova di avviare le procedure per la riassegnazione di 18 chioschi-edicola ha fatto scattare immediatamente la reazione delle associazioni di categoria. Fenagi Confesercenti e Snag Confcommercio Genova, venute a conoscenza dell’atto tramite la nota dell’amministrazione, hanno contestato innanzitutto il metodo: nessun passaggio preliminare con chi rappresenta gli edicolanti – spiegano -, nessun tavolo di confronto su un provvedimento che può incidere direttamente su attività tuttora aperte e in alcuni casi unico reddito per le famiglie.

«Apprendiamo increduli…», ha esordito Fenagi, sottolineando come oggi esista “un conclamato vuoto normativo” sui criteri di rinnovo delle concessioni, circostanza che rende difficile comprendere “su che base” il Comune abbia deciso di procedere. L’associazione ha poi ricordato che molte delle edicole interessate dal provvedimento non sono abbandonate ma operative e che, in un contesto dove nella sola area metropolitana si contano “una trentina di chiusure l’anno”, forse sarebbe stato più utile concentrare il bando sulle sedi effettivamente sfitte, costruendo una strategia complessiva sulla rete dei chioschi.

Un altro punto sensibile riguarda la destinazione d’uso: la disciplina comunale – osserva Fenagi – vieta il cambio di funzione dei chioschi-edicola e c’è il timore che l’operazione, se non governata, possa aprire la strada ad altri chioschi-bar in una città che, secondo le associazioni, ha già un numero di pubblici esercizi superiore alla media.

Sulla stessa linea la nota di Snag Confcommercio Genova, che parla di “forte preoccupazione” per un provvedimento “assunto senza alcun preventivo confronto”. Il presidente Massimo Moschini ha evidenziato due aspetti: l’impatto su imprese tuttora attive e l’incertezza del quadro regolatorio nazionale sui rinnovi. “Un percorso condiviso – ha spiegato – sarebbe stato doveroso e più utile per la città”, anche per preservare la “funzione originaria” dei chioschi come presidi informativi e sociali nei quartieri.

La reazione delle associazioni ha però prodotto subito un risultato: l’assessora al Commercio Tiziana Beghin ha convocato Fenagi e Snag per venerdì 7 novembre alle 16.30, per illustrare nel dettaglio le intenzioni dell’amministrazione e ascoltare le richieste del settore. Un passaggio che le sigle chiedevano fin dall’inizio, anche perché – fanno notare – il bando non è ancora stato pubblicato e alcuni elementi sono stati chiariti solo dopo un confronto diretto con gli uffici comunali.

Resta sul tavolo la questione di fondo: come tenere in vita una rete di edicole che da anni subisce una contrazione costante e che le stesse associazioni ritengono ancora utile, soprattutto nei quartieri meno centrali. Per Fenagi e Snag la priorità deve essere “aiutare chi lavora a restare aperto”, evitando che a un settore già fragile vengano aggiunte nuove incertezze burocratiche. Ora la palla passa al tavolo di venerdì.


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